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MAR D'AFRICA

soddisfa proprio tutti!

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Se il safari vi farà  di certo ammalare di mal d'Africa, il mare vi darà il colpo finale!! 

Anche se dell’Africa fanno parte anche altri mari famosi (l’Egitto su tutti) in questa sezione parlerò dei paesi africani della fascia tropicale: Kenya, Zanzibar (Tanzania) e Madagascar.

Sono nazioni dove il turismo, sia balneare che non, è molto sviluppato, e la presenza di operatori italiani è storica e ben organizzata: molte strutture sono infatti gestite da nostri connazionali, soprattutto in Kenya, particolare non da poco in località che potrebbero sembrare molto lontane da noi per standard qualitativi (es. cibo o pulizia), ma non lo sono. Nondimeno sono nazioni che conservano il loro fascino anche nelle aree più turistiche, perché le peculiarità della cultura e della società locali vengono solo in parte influenzate dalla presenza dei turisti. Ricordo che in questa sezione parlo dei safari in Kenya e Tanzania, abbinabilissimi ai soggiorni mare.

 Ricordo che ho parlato dei safari in Kenya e Tanzania, abbinabilissimi ai soggiorni mare, QUI

Quando andare?
In Kenya e a Zanbibar possiamo senza dubbio dire quando NON andare, ovvero quando le piogge sono talmente intense che quasi tutte le strutture chiudono e vengono sospesi anche i voli charter: da inizio aprile ai primi di luglio, in queste due nazioni il turismo balneare praticamente si ferma.

Non in Madagascar, dove la stagione più piovosa è il nostro inverno, soprattutto gennaio e febbraio, ma tutti i servizi restano fruibili, si rischia solo di prendere un po’ di pioggia!

Questa vacanza
è consigliata davvero a tutti: gli amanti del mare e della vita da spiaggia troveranno acque cristalline e spiagge da cartolina; l’offerta alberghiera è vastissima, dai villaggi all inclusive alle guest house, per tutti i gusti e le tasche; i più avventurosi non disdegneranno sia le attività in acqua sia le meravigliose escursioni nell’entroterra; e chi ricerca popoli e culture lontane, appena fuori dalle strutture troverete la vita reale, a volte fortemente impattante.


C’è infatti un’unica premessa al viaggio in questi territori: dovete essere preparati a vivere due differenti realtà, quella patinata degli hotel (anche i più semplici sono comunque oasi felici) e quella molto più povera che circonda gli stessi, e che si vive appena messo piede fuori dalla struttura. Infatti non esiste, come spesso ai Caraibi, una zona ‘cuscinetto’, cioè un’area turistica dove le condizioni di vita della popolazione sono migliori, e la vera povertà è relegata a zone meno frequentate dal turismo occidentale. Qui si esce e ci si ritrova nella povertà più completa; non ci sono vie di mezzo. E la cosa può creare problemi sia a chi è molto sensibile e sarà emotivamente coinvolto, sia a chi è infastidito dalle misere condizioni di vita.
Sottolineo: non ci sono problemi di sicurezza, seguendo chiaramente le norme di buon senso. Sono rarissimi i piccoli reati quali furti, non vi preoccupate per questo.
Ma è molto comune, ad esempio, il
fenomeno dei ‘beach boys’, ragazzi che girano per le spiagge cercando di vendere qualsiasi cosa, soprattutto escursioni, ma anche oggettistica o massaggi fatti sul posto. E’ un fenomeno molto frequente in Kenya ed in alcune aree di Zanzibar, meno in Madagascar; in alcuni casi può diventare fastidioso, ma spesso è solo un modo per venire in contatto con la popolazione, sempre ospitale e simpaticissima. Non partite perciò con preconcetti, se non siete interessati potrete dire di no, oppure scegliere un beach boy e allora sarà lui a tenervi lontani gli altri; aprite la vostra mente e andate oltre il primo impatto: viaggiare vuol dire soprattutto questo!
Altro fenomeno presente in tutta l’area è quello naturale delle
maree: ogni sei ore circa,

il mare si ritira per poi nuovamente raggiungere la spiaggia; il fenomeno è influenzato dalle

fasi lunari, raggiungendo il massimo durante la luna piena, dove il ‘dislivello’ può superare

i 3 mt. Fino a qualche anno fa, era considerato un problema, perché nei momenti di 'minima'

la balneazione è possibile solo nelle piscine naturali che si creano, oppure percorrendo

anche un paio di km; ma l’evoluzione del viaggiatore medio ha portato ad una rivalutazione

del fenomeno, che da la possibilità al mare di scoprire i suoi tesori e la sua vita sommersa:

coralli, pesciolini, tartarughe, molluschi… c’è un mondo che grazie alla bassa marea può

essere scoperto ed apprezzato. Oltre che, in alcune aree, la bassa marea crea delle

isole di sabbia bianchissima che consentono meravigliose passeggiate sempre con i piedi in

acqua e con una sorpresa ad ogni passo.
Le donne ed i bambini locali popoleranno la distesa di acqua bassa per giocare o pescare qualche piccolo pesce, e sarà un toccante momento di integrazione, soprattutto per i vostri bambini, che potranno sia nuotare nelle piscine naturali, sia giocare con i bimbi del posto o con i tanti animali che emergono.
Altra caratteristica comune a tutte e tre le nazioni è un’offerta alberghiera
tipicamente in formula all inclusive (anche per quanto dicevo prima), direttamente sulla spiaggia o a brevissima distanza; non i resort da 800 stanze dei Caraibi, ma strutture più riservate, che vanno dalle pochissime stanze fino alle 150, difficile trovarne di più grandi; la maggior parte con elementi tipici africani, come i tetti in paglia. Molti hotel sono a diretta gestione italiana, o comunque con personale parlante italiano; in generale, chi lavora nel turismo l’italiano lo parla sempre, ed è una peculiarità importante che differenzia quest’area da altre, come i Caraibi o l’Oriente.

 

 

 

 

 

 

 

 


Facendo riferimento alla classificazione alberghiera fatta QUI, in quest'area ne sono presenti principalmente due: i villaggi italiani ed i resort internazionali, questi ultimi con una peculiarità, come già visto: molti hanno una fortissima impronta italiana (gestione, proprietà o storia) come vedrete negli elenchi qui sotto.

Focalizziamoci ora sull’offerta turistica dei diversi paesi, iniziando dal Kenya, che potremmo definire l’entry level a livello di budget.

Infatti il costo medio di una vacanza di una settimana, con volo charter e villaggio o albergo all inclusive, parte da 850,00 euro in su, una cifra davvero alla portata di molti. Il prezzo certo sale a seconda della struttura – tenete conto che i villaggi italiani costano di più, ma difficilmente supera i 1.400 euro, e considerando che le notti supplementari sono economiche, è una vacanza che si presta bene a soggiorni anche di due settimane (i prezzi sono per una media stagione).

Il principale aeroporto di ingresso al turismo italiano in Kenya è Mombasa, che si trova a poco più di 100 km da quella che potremmo definire un’enclave italiana: l’area di Watamu e Malindi.
Watamu è una delle zone marine più belle del Kenya, sede del Parco Marino che da anni protegge la barriera corallina, i fondali e le spiagge della zona. La maggior parte delle strutture perciò gode di spiagge meravigliose e di acque adattissime allo snorkeling, con barriera abbastanza distante da consentire l’accesso al mare dalla spiaggia. Così forte è la presenza italiana che una zona del Parco Marino, dove il fenomeno delle maree crea  piccoli atolli bianchi raggiungibili a piedi, è chiamata Sardegna 2, ad indicarne la particolare bellezza. Chi ama la passeggiata serale o il divertimento notturno, troverà nella vicina Malindi un’ampia proposta di locali, molti dei quali gestiti da italiani.
Molto più vicina all’aeroporto è l’area di Diani Beach, altra zona di grande bellezza naturale, dove la presenza anglosassone e nord europea è più forte; è adatta per chi vuole pochi connazionali in giro!

Ecco un breve elenco delle strutture che personalmente consiglio:

Eden Village Watamu Beach villaggio italiano con forte presenza del tour operator Eden, situato sul tratto di spiaggia chiamato Sardegna 2
Seaclub Sun Palm Beach, sempre a Watamu, villaggio italiano con animazione più soft ed atmosfera più raffinata, con ottimo trattamento all inclusive
Diamonds Dream of Africa elegante struttura internazionale situata vicino a Malindi, tutte le camere sono junior suite 
The Sands at Chale Island una proposta insolita per il Kenya: un resort su un’isola privata a 600 mt dalla costa, situata nell’estremo sud del paese 
Aquarius Club storico resort a gestione italiana, conosciutissimo sul nostro mercato, affacciato sulle splendide acque del Parco Marino di Watamu
Barracuda Inn anche questa è una storica struttura a gestione italiana, affermatissima sul nostro mercato
Jacaranda Beach Resort come i due precedenti, anche questa è una struttura a gestione italiana, conosciutissima e situata anch’essa nella splendida zona di Watamu

Trasferiamoci ora a Zanzibar, l’isola delle spezie.

I colori, i profumi, la giovialità delle persone, la convivenza di culture e religioni differenti fanno di quest’isola un microcosmo interessantissimo, che vi consiglio di vivere non solo sulla spiaggia, ma anche nelle molte escursioni che vi saranno proposte.
Peculiare dell’isola è infatti  la cultura swahili, un misto di influenze arabe, persiane e bantu, una contaminazione ben visibile sia nell’architettura che negli usi e costumi.
Le aree di maggior interesse turistico sono 3: la zona di Kendwa e Nungwi, sulla punta nord dell’isola, caratterizzate da una scarsa o nulla presenza del fenomeno delle maree; famosi i tramonti che si ammirano da questa parte dell’isola. C’è poi l’area tra Kiwengwa e Uroa, sulla costa est, dove le splendide e lunghissime spiagge dal bianco abbagliante si estendono dentro il mare con il fenomeno delle maree, per uno spettacolo mozzafiato e passeggiate indimenticabili tra gli abitanti della barriera corallina. Infine c’è la zona tra Paje e Jambiani, nel sud est dell’isola, meta di un turismo più giovane ed informale, molto amata dai surfisti e vocata alla vita notturna.
I prezzi di Zanzibar sono mediamente più cari del Kenya: il prezzo finito di rado si attesta sotto i 1.000 euro, per arrivare sui 1.700 (sempre a persona in media stagione); i villaggi italiani, come in Kenya, sono solitamente più cari; la costa ovest, dove sono comunque presenti poche strutture, è più cara della costa est.
Ecco un elenco di strutture che consiglio:

Eden Village Kendwa appunto sulla meravigliosa spiaggia di Kendwa, considerata il miglior tratto di mare di tutta l’isola. Villaggio italiano per eccellenza, è un’indubbia eccellenza della programmazione Eden
Bravo Club Kiwengwa sulla parte opposta dell’isola, sorge un altro villaggio italiano con forte presenza di assistenti e animatori Bravo club, sulla costa più bella del lato est, lunga 8 km, per passeggiate indimenticabili, soprattutto in condizioni di bassa marea
Bluebay Beach Resort Kiwengwa struttura storica sul nostro mercato, è stato di proprietà italiana per poi passare ad un’attenta gestione internazionale, che ne ha fatto una piccola chicca con un centro benessere piccolo ma molto apprezzato
Palumbo Reef Beach Resort ad Uroa, semplice ma graziosa struttura internazionale gestita da sempre dalla stessa famiglia italiana, particolarmente attenta nel proporre ottimi piatti della cucina nostrana
Sultan Sands Island Resort ottima struttura internazionale, di recente costruzione ed adatta ad una clientela esigente; la proprietà è la stessa del Bluebay, per questo la clientela italiana è particolarmente coccolata 
Amani Boutique Hotel a Pingwe, tra Kiwengwa e Uroa, piccolo gioiello di sole 14 camere, tutte deluxe. Per gli amanti del relax più puro 


Finiamo con il Madagascar, che è l’isola più vasta del continente africano; la sua posizione isolata ne ha fatto il regno della biodiversità, dove lemuri, camaleonti e tartarughe giganti vi faranno compagnia insieme ad una popolazione meravigliosamente ospitale.
Il turismo balneare si concentra soprattutto sulla piccola isola di Nosy Be, a nord dell’isola madre (la ‘gran terre’), dalla quale si possono fare splendide escursioni verso le più piccole isole di Nosy Iranja (un vero paradiso), Nosy Komba (l’isola dei lemuri), Nosy Tanikely (piccola isola famosa per la presenza delle grandi tartarughe marine) e Nosy Sakatia (l’isola delle orchidee).
Nosy Be è un’affascinante connubio tra panorami africani selvaggi, flora e fauna rigogliose e villaggi dove potrete godere dell’ospitalità del popolo malgascio. Le sue spiagge tendono al dorato, perciò i fondali sono più scuri; il fenomeno delle maree esiste ma è meno accentuato che in Kenya o sulla costa est di Zanzibar. Sarà l’atmosfera del posto ad entrarvi sottopelle…
Nella sezione dei safari (QUI) non ho toccato il Madagascar perché la parola ‘safari’ porta spesso alla mente i grandi mammiferi ed i feroci felini, non presenti su quest’isola, nondimeno il Madagascar offre svariati itinerari, alcuni dei quali di 2-3 notti, ben abbinabili al soggiorno mare: vedete qui 


Questi brevi tour sono l’ideale per conoscere le incredibili particolarità del territorio malgascio: dalle popolazioni di lemuri, alla vegetazione rarissima, ai pinnacoli calcarei che si tingono di grigio o di rosso; vi stupirete anche della varietà e qualità del cibo. Li consiglio anche a chi ha solo una settimana a disposizione.
A livello di budget, il Madagascar si pone sulla fascia più alta rispetto a Kenya e Zanzibar: la spesa minima si aggira sui 1.200 euro (prezzo finito a persona in media stagione), per raggiungere i 1.700 per la villaggistica italiana
Ecco un breve elenco delle strutture che consiglio

Eden Village Royal Beach, sulla spiaggia di Madorikely, a pochi passi dal piccolo villaggio. Uso due parole per definirlo: semplice perfezione.
Bravo Club Andilana Beach è probabilmente il villaggio Bravo più famoso e premiato; situato in una zona riservata, vanta due diverse spiagge per due tipologie di clientela diverse: una più animata, con sport e musica, ed una per il completo relax. Nulla da dire, un villaggio che mantiene tutte le promesse!
Veraclub Palm Beach molto raffinato e curato sia nelle camere che nei giardini, a soli 10 km dalla capitale
Hell Ville, sulla spiaggia di Ambondrona

Villa Valiha Boutique Hotel una proposta piuttosto particolare: si tratta di una residenza privata di proprietà di un italiano, convertita in boutique hotel; è una struttura semplice, con una bellissima posizione sulla spiaggia di Madirokely. Da preferire senza dubbio le camere vista mare, con piccolo supplemento
Loharano piccolo e molto curato resort a gestione italiana, situato su Ambaro Beach; la soluzione ideale per chi cerca un ambiente raffinato ma non pretenzioso, in un contesto internazionale anche se con chiara impronta italiana.

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