tante opzioni, unico mal d'Africa

SAFARI

Pensi al safari e pensi all’Africa. E fai bene!

Ritorno con la mente a quando, ragazzina, lessi il libro di Karen Blixen ‘La mia Africa’, una pietra miliare della letteratura mondiale, ma anche del turismo internazionale: Karen Blixen sdoganò nell’immaginario collettivo un’idea di Africa non solamente legata a povertà, privazioni e guerre. Fece capire che l’Africa poteva essere scoperta e vissuta in tutte le sue meraviglie, e anche contraddizioni; un continente non più lontano e difficile, ma avvincente e degno di essere visitato. Da allora di tempo ne è passato, ma consiglio a chiunque stia pensando ad un safari in Africa, di leggere questo splendido romanzo, magari proprio mentre siete in viaggio!

Descrivere questo prodotto in poche righe è davvero difficile, per la molteplicità di proposte presenti sul

mercato, ottime per alcuni, meno adatte per altri, per (quasi) tutte le tasche o solo per pochi fortunati,

brevissime (una/due notti) o lunghe (spedizioni di mesi).
I paesi interessati sono numerosi, situati tutti nell’Africa sub-sahariana:
Kenya, Tanzania, Zimbabwe,

Namibia, Zambia, Botswana, Mozambico, Uganda, Sud Africa. Nazioni diverse con diversi livelli di

sviluppo socio-economico, diverse lingue e religioni.

Sono sostanzialmente tre i dubbi che il viaggiatore ha nell’approcciarsi al safari:
# la difficoltà tecnica, data dagli spostamenti a piedi o con mezzi a volte non comodi, il caldo, gli insetti, l

a necessità a volte di dormire in tenda
# il timore (più preconcetto che reale, ma nondimeno comprensibile) dei territori, di trovarvi povertà

assoluta, addirittura di poter essere in pericolo
#  il costo, spesso maggiore rispetto ad altri itinerari che richiedono meno organizzazione ed assistenza

Sul primo punto, posso dire che
esistono safari per ogni tipo di viaggiatore: dal più avventuroso al meno temerario, perciò troveremo di certo qualcosa che faccia al caso vostro! Ci sono prodotti discovery veramente per pochi e safari sugli itinerari più classici che offrono maggiori comodità e servizi, adatti davvero a tutti.
Per il secondo punto, tutti gli operatori sanno come muoversi nei territori, si appoggiano alle persone ‘giuste’ e lasciano poco al caso. Ci saranno sempre con voi più
accompagnatori che vi guideranno nel relazionarvi con le popolazioni locali, e capirete che quello che si vede in TV è solo una piccola, piccolissima parte della realtà africana.
Per il terzo… beh,
un certo budget è necessario, ma posso assicurare che sarete contenti di ogni singolo centesimo speso! Inoltre l’aumento della domanda ha portato ad un notevole aumento degli operatori locali, e la concorrenza ha fatto molto bene al livello medio del costo.
Perciò, alla domanda: "a chi è adatto il safari?", rispondo come spesso faccio invertendo la richiesta: "a chi NON è adatto?":
# a persone molto schizzinose, o che abbiano paura di insetti o gechi o abbiano allergie a particolari piante o animali (dovremo verificare bene)
# a coloro che hanno nel guardaroba solo vestiti dai colori sgargianti. Gli animali si arrabbierebbero... Ovviamente scherzo (mica tanto!), giusto per far capire che, per quasi tutti...
... l’avventura può avere inizio!

Seconda domanda: self, organizzato o guidato? (Vedete QUI per un approfondimento sulle tre tipologie)
Assolutamente guidato, a meno che’ non siate viaggiatori esperti.

Il prodotto self con auto/camper a noleggio (non contate sui mezzi locali) è consigliabile solo in Namibia e Sud Africa, i paesi più sviluppati dell’area, e può essere una buon alternativa al tour guidato, anche se sottolineo che in queste aree l’assistenza di personale esperto è fondamentale per una migliore fruizione del viaggio. In queste due nazioni la vacanza 'organizzata in libertà' può essere la soluzione perfetta per chi vuole appunto gestirsi in autonomia, ma superando i problemi logistici e potendo contare su guide esperte nei parchi ed essere invece più liberi nelle città. Lo vedremo più avanti!

Terza domanda: quanto tempo?
Dipende qual’è l’obiettivo principale del viaggio: se è la vacanza mare, sceglierete il Kenya o la Tanzania, ed il tour sarà una pre-estensione del soggiorno balneare: da una/due notti allo Tsavo, molto vicino alla costa, alle 4/5 notti per l’Amboseli e/o il Masai Mara in Kenya o per il Ngorongoro e il Serengeti in Tanzania.
Completerete poi la vacanza sulle coste del Kenya o a Zanzibar (vedi QUI per la vacanza mare)  
Nelle altre nazioni, il minimo assoluto sono 9 notti, ma per un’esperienza più completa è bene programmarne almeno 12; sfogliando i cataloghi, troverete anche opzioni di 15-20 giorni, solitamente combinazioni di più nazioni o soggiorni mare sulle isole dell’Oceano Indiano.

Quarta domanda: quando?
Non è così facile dare una risposta, bisogna tenere conto sia del clima in se’ sia delle abitudini degli animali, il cui avvistamento è una delle principali ragioni per cui si sceglie il safari.

Nell’Africa sub sahariana le stagioni sono invertite rispetto alle nostre, perciò durante la nostra estate sugli altipiani c’è freddo, fino a nevicare. Di contro, durante il nostro inverno, il caldo di alcune aree può risultare fastidioso. Ma non è tanto il clima in sé quanto ciò che fanno gli animali: le loro migrazioni e le loro abitudini.
Di base, è meglio visitare questi paesi durante le loro stagioni secche: nelle regioni aride avrete più possibilità di vedere gli animali perché confluiranno verso le pozze d’acqua createsi (e ben conosciute dalle guide). Nei climi umidi e nelle foreste, la stagione secca porta ad una riduzione del rigoglio della vegetazione, perciò sarà più facile avvistare gli animali.
Indicativamente, tra dicembre e marzo meglio preferire il Kenya o la Tanzania, mentre tra aprile e settembre il Sudafrica, la Namibia ed il Botswana. Ma ottobre in Tanzania è un mese ottimo, perché è l’apice della stagione secca ed i grandi animali si ammassano alle fonti d’acqua.
Perciò, qualsiasi mese decidiate di partire, ci sarà il giusto safari ad aspettarvi!
Ci sono safari studiati apposta per seguire la migrazione di alcune specie di animali, e li consiglio a chi ha un interesse specifico per queste specie: guardate questa mappa per avere un quadro d'insieme

Ultima domanda: quanto costa?
Il prezzo dipende, oltre chiaramente dalla durata, da altri fattori:
# la scelta tra self e tour. Il self chiaramente costa di meno, ma leggete attentamente QUI prima di scegliere l’uno o l’altro solo per una questione economica.
# banalmente, dalle sistemazioni scelte: aprendo i cataloghi troverete hotel e lodge di diverso livello, alcuni davvero fantastici, altri più semplici
# il mezzo utilizzato (le jeep costano più dei minivan, strano ma vero)
# il numero massimo di viaggiatori con voi: meno siete, più pagherete
# la lingua parlata dalle guide: l’italiano costa molto di più, perché ci sono molte meno persone che lo parlano
# la presenza di esperti e naturalisti: occhio però, loro spesso fanno la differenza, se siete davvero interessati dell’argomento, non lesinate su questo aspetto!

Come accennavo prima, l’offerta di prodotto safari è enorme: aprire i cataloghi dei vari operatori è sbalorditivo sia perché si è immediatamente proiettati in una dimensione parallela, sia perché si sarà disorientati dalle tantissime proposte.Per questo è difficile dare una visione d’insieme dell’offerta, bisogna fare una scelta, e l’ho fatta in base alla mia esperienza: ad esempio, non avendo mai venduto l’Uganda o il Mozambico, non ne parlo, ma ci sono. Il primo è la terra dei gorilla, il secondo ha spiagge meravigliose e davvero incontaminate.Il mio consiglio è di leggere quanto sotto e poi aprire i cataloghi, avendo così già un’idea di quello che troverete e di cosa potrebbe essere più adatto a voi. E poi lo valuteremo insieme!

 

 

 

 


In Kenya il Parco Tsavo è il più vicino alle coste di Malindi e Watamu, perciò si adatta benissimo ad un tour di due notti, che vi consentirà di vedere sia la parte Est che Ovest, abbinata al soggiorno mare. E’ possibile raggiungere il Parco anche dalla costa con un’escursione di un giorno (in questo caso solo Est o Ovest).
Per un approfondimento, vedete qui

Con safari da 3 a 5 notti andrete alla scoperta dei maggiori parchi del Kenya, sempre in combinazione con la vacanza mare.

Con questi tour potrete visitare i parchi più conosciuti del Kenya: l’Amboseli e/o il Masai Mara, più altri parchi meno conosciuti ma non meno affascinanti. Per approfondire, ecco alcune proposte



Se optate per il solo tour, ecco due soluzioni molto complete 

Passando alla Tanzania, anche qui è molto gettonato il circuito safari + mare a Zanzibar (non vi fate ingannare, Zanzibar non è una nazione ma un’isola della Tanzania!).
Ci sono tour più brevi, 2/3 notti, in cui viene proposto solo uno dei grandi parchi: Serengeti o Ngorngoro. Per approfondimenti qui


Nei tour di almeno 4 notti potrete vederli entrambi: anche questa interessante soluzione (come le precedenti più brevi) è pensata con il volato charter diretto dall’Italia per Zanzibar,

proprio per l’abbinamento safari-mare. Vedete qui un esempio
 

Qui invece un tour di gruppo max 6 partecipanti davvero completo e una soluzione con individuale organizzato

Un modo alternativo per vivere parte della vacanza è il glamping, parola nata dalla fusione di glamorous e camping, ad indicare un nuova sistemazione che si è andata affermando negli ultimi anni: i campi tendati dotati di ogni comfort, che coniugano avventura, comodità ed ecosostenibilità, alcuni decisamente definibili come lussuosi.
Guardate questa eccezionale proposta in Tanzania!

 

E se il budget non è un vostro problema, questo tour dall’alto è davvero spettacolare!

La Namibia è una nazione che vi stupirà, non solo per i suo paesaggi, la flora e la fauna, ma anche perché vi ritroverete in un pezzo d’Africa molto particolare; la colonizzazione tedesca dell’800, ed a seguire quella britannica durata addirittura fino al 1989, hanno dato una forte impronta a questa nazione: la ritroverete nell’ordinata capitale, nella religione cristiano luterana del 90% della popolazione e nella presenza di numerosi europei residenti (tedeschi e inglesi, ma anche olandesi e italiani).
Mentre in Sud Africa la colonizzazione inglese ha portato ad un graduale assorbimento degli indigeni nelle città, diventate spesso ghetti, in Namibia le varie tribù hanno mantenuto le loro caratteristiche peculiari ed il loro modo di vivere, rispettato anche dai colonizzatori europei.
Potrete perciò venire in contatto con realtà etnografiche ancora autentiche, da rispettare (occhio ad esempio alle foto, non sempre gradite soprattutto quelle ai bambini, dovrete sempre chiedere) e se possibile da aiutare, acquistando oggetti del loro artigianato.
Anche il territorio prevalentemente desertico ha aiutato nella preservazione delle varie etnie: la Namibia è in buona parte ricoperta dal deserto del Kalahari, il sesto più grande al mondo, e dal deserto del Namib.
Come vedrete, la maggior parte delle proposte di tour organizzati in Namibia richiede almeno 13 giorni, questo per via soprattutto degli spostamenti, fatti via terra e spesso su sterrato.
Ecco due esempi di tour guidato

 

Si tratta di due soluzioni diverse per livello di comodità - la prima in 4x4 ed in parte in campo tendato, la seconda quasi sempre in van e hotel o lodge.

Guardate anche una delle poche opzioni con volati interni, effettuata con aerei di piccole dimensioni, risparmiate tempo

ma non denaro…

Anche in Namibia l’opzione glamping è possibile, anzi, auspicabile: guardate queste eccezionali proposte del Quality Group

(da lasciarci gli occhi vero?) 

abbinabili alla maggior parte dei tour, come quelli qui proposti

e se non avete problemi di tempo e budget, godetevi anche questa proposta...

Una soluzione più a portata di tasca è il
campo tendato mobile in self-catering: le tende e la cucina vengono con voi

in parte del percorso e saranno smontate e rimontate dal personale che vi segue; è una vacanza alternativa, per gli

amanti della natura e dell’ecosostenibilità, ma non scomoda come potrebbe sembrare, adatta ai più (non a tutti, ma ai più)

 

Per i viaggiatori che intendono fare il viaggio individuale organizzato, scegliendo l'auto, sottolineo che non siete in Sud Africa: molte strade sono ancora sterrate e ci sono distese sconfinate del nulla; ci vuole buon senso e prudenza per affrontare certe aree, alcune sconsigliate di notte, altre inaffrontabili di giorno.
Un tour in auto basico, comunque organizzato da un tour operator, con possibilità di aggiungere ‘esperienze’ è questo 

 

combinabile o modificabile con alcuni mini tour guidati (in inglese)
 

con qualche giorno in più, ecco qualche altra idea


Il Botswana sta lentamente costruendo un’offerta turistica nazionale, dopo anni in cui era essenzialmente un’estensione del Sud Africa o della Namibia, ben più sviluppati a livello turistico.
Il paese è ancora in fase di primo sviluppo - è piuttosto difficile trovare guide in italiano, per questo molti dei tour sono previsti in inglese, con traduttore in italiano solo in alta stagione
Vi propongo qui un unico tour che oltre alle meraviglie del Botswana, include le cascate Victoria,

al confine con Zambia e Zimbabwe

Date un’occhiata qui per un breve approfondimento sulle cascate


Discorso simile per lo Zimbabwe, per anni relegato alla sola visita delle famosissime Victoria Falls. Trovate qui l’unico

tour in lingua italiana il prezzo piuttosto alto è proprio dato dall’unicità del prodotto.

 

safarimap_edited.jpg

Ho lasciato per ultima la nazione più sviluppata a livello turistico (ma anche economico): il Sud Africa, che offre al viaggiatore una vastissima scelta tra Parchi e Riserve private, ma anche città e panorami costieri, oltre ad un’offerta enogastronomica in forte ascesa: è perciò la meta di un viaggio completo, dove panorami metropolitani, esperienze trendy e grande natura si fondono.
Per questo suggerisco di dedicare a questa nazione almeno 11 notti.


I tour guidati sono innumerevoli, è davvero difficile districarsi tra la vastissima offerta

 

Un tour abbastanza completo (manca la parte della Garden Route, che si potrebbe aggiungere a

parte con un minitour - vedete più avanti) lo trovate qui 
 

Qui trovate un ottimo tour deluxe, condensato ma completo, e con possibilità di

estensione alle Victoria Falls


Il top lo trovate in questo tour di 20 giorni, a cavallo dei due oceani, con una tariffa

molto interessante

Anche il Sud Africa offre poi soluzioni
glamping all’interno del Parco Kruger, abbinabili con

vari tour 

Per chi invece voglia un’esperienza più free, il Sud Africa è di certo la nazione da preferire nell’area, sempre

con la soluzione 'individuale organizzato': infatti l’inglese è comunemente parlato, vista la storia politica

della nazione ed è di certo il paese più sviluppato, con servizi ed infrastrutture di livello europeo.
L’organizzazione italiana si occuperà come sempre di prenotare i voli, le sistemazioni e l’auto; sarà possibile inserire mini tour guidati (quasi sempre in inglese) magari in quelle aree dove vi sentite meno preparati.
Ecco due ottimi esempi di viaggio in libertà 


Date un’occhiata invece a qualche esempio di minitour che potrete aggiungere credetemi sono davvero solo

ALCUNI esempi, tanto è vasta l’offerta in Sud Africa 


Se siete particolarmente timorosi riguardo alla situazione sanitaria, o viaggiate con bambini, questa proposta farà al caso

vostro … certo, non visiterete il nord, ma nondimeno vivrete un’esperienza eccezionale!


Infine, voglio proporvi due itinerari combinati: il primo alla scoperta dell’area est, includendo Sud Africa, Zimbabwe e Botswana, il secondo è una soluzione molto più smart e avventurosa, una vera meraviglia, per chi non ha problemi ad adattarsi alla tenda ma cerca un viaggio di esperienza.


Ed ora… perdetevi nei cataloghi e iniziate ad assaporare la scoperta!

Che differenza c’è tra Parchi e Riserve?

Nei parchi, le strade sono in parte asfaltate, nelle riserve sono solo sterrate; nelle riserve è possibile uscire dalle piste, mentre nei parchi è necessario mantenersi sui tracciati; il numero di mezzi consentiti nelle riserve è molto minore che nei parchi.

oppure